Come combattere la bassa autostima

In momenti particolari di vita, qualsiasi persona, anche la più sicura e determinata, può avvertire una maggiore insicurezza  accompagnata da un senso profondo di fragilità e inettitudine, a livello cognitivo, emotivo e comportamentale.


Nella sfera cognitiva si collocano i pensieri negativi sui quali la persona tende a costruire nel tempo un’immagine sempre più sbagliata di se stessa (non sono capace, sono debole, non ho concluso niente nella mia vita, sono un fallito ecc.) e che generalmente derivano da un’educazione ricevuta poco incoraggiante, da esperienze deludenti oltre che da una predisposizione caratteriale all’insicurezza. Le emozioni  di ansia, incertezza, frustrazione che il soggetto insicuro vive, generano spesso paure così forti da condizionare la routine quotidiana e possono determinare un vero e proprio blocco personale (se provo tutto ciò significa davvero che sono sbagliato, c’è qualcosa in me che non va quando gli altri sono più capaci e realizzati, non porterò mai a termine alcun progetto ecc.) A livello comportamentale  l’insicurezza psicologica si manifesta sotto forma di evitamento , ovvero la tendenza a non fare o esporsi per la paura di non riuscire, con conseguente situazione di ‘paralisi’.


Insicurezza e bassa autostima sono direttamente correlate tra loro e non rappresentano una dimensione stabile della personalità, evolvendo o involvendo nel corso della vita (ad esempio, può capitare che dopo una relazione finita male, non si riesca a provare più amor proprio o sentirsi totalmente insicuri, vivendo in bilico con il timore di non essere più adeguati o di un rifiuto da parte degli altri). Questo significa che  non si viene al mondo sicuri e con una adeguata autostima ma come una pianta essa va coltivata, curata, e soprattutto nutrita. Una sana autostima si manifesta nella capacità di viversi in modo realistico, riconoscendo i propri punti di forza e quelli più deboli, apprezzando ciò che di buono c’è e cercando di migliorare le proprie criticità. Una persona con una buona autostima non è certo perfetta, ma a differenza di chi non si rispetta abbastanza, sarà capace di valorizzare le proprie abilità e di accettare (senza l’accetta, per intendersi! ) i difetti e le parti del proprio carattere meno amate.
La sana autostima è indipendente dal giudizio degli altri
Poichè l autostima è la valutazione che una persona dà a se stessa e scaturisce dal confronto tra l’immagine che ognuno ha di sè (il Sé percepito) e l’immagine di ciò che invece vorrebbe essere (Sé ideale), più il Sé percepito sarà lontano dal Sé ideale, tanto più si avrà una bassa autostima e viceversa.La bassa autostima, che nasce quindi da una discrepanza tra il Sè reale e quello percepito, andrà inevitabilmente a condizionare il nostro potenziale e a ridurre le possibilità di realizzazione personale. La mancanza di fiducia in se stessi ci colloca in quella zona di comfort dove poco o niente accade. Il problema insorge infatti quando la persona si rassegna al fatto che non sarà mai come vorrebbe essere, rinunciando a lavorare su di sè, involvendo o semplicemente rimanendo quel che è per tutta la vita, in una dimensione di lamentela e insoddisfazione cronica! Quella che io ironicamente chiamo ‘lamentite’ rappresenta spesso uno degli aspetti più comuni per cui le persone, inizialmente inconsapevoli del proprio modo di viversi, chiedono un sostegno psicologico. 


Alla base del connubio insicurezza/sicurezza -autostima, ritengo di fondamentale importanza il dialogo interiore, quel silenzioso parlare con noi stessi che dovrebbe essere sempre gentile, amorevole, accogliente.
Quello che pensiamo e diciamo a noi stessi, come facciamo relazione con la nostra persona, influisce pesantemente sulla  autostima e sul tono umorale. Allora, perché diventiamo il nostro peggior nemico?  E soprattutto,  come  smettere di essere antagonisti di se stessi e aumentare la fiducia personale?


Ricordando che l’origine della nostra bassa autostima è quasi sempre da ricercare nell’infanzia e nell’educazione ricevuta (es. legame con un attaccamento insicuro, carenze emotive, isolamento, maltrattamenti o persino iper-richieste o iper-valutazioni) la terapia psicologica sembra la risorsa migliore per lavorare sulle cause delle nostre insicurezze. Una maggiore consapevolezza interiore ed una migliore presa di coscienza delle nostre effettive qualità, così come l’accettazione ed il riconoscimento dei nostri limiti, (tutti abbiamo dei limiti!) ci condurrà infatti a stabilizzare la percezione del nostro senso di auto efficacia e di sicurezza personale:

  • Sono più consapevole e mi conosco abbastanza, so che posso farcela, lo faccio (o almeno ci provo)!
  • Sono più consapevole, so fino a quale limite posso spingermi da solo ma riconosco anche avrò bisogno del sostegno dell’ Altro: chiedo aiuto senza resistenze e senza vivere con il timore di apparire debole e/o inadeguato. A tale proposito, vorrei aggiungere che spesso la difficoltà nell’esprimere i propri bisogni (che va di pari passo con la difficoltà nel saper dire di No) porta con facilità a ‘gettare la spugna’ perchè è più comodo rinunciare piuttosto che tentare di perseguire con energia uno o più obiettivi. Tutto questo non farà altro che demolire ulteriormente il nostro livello di Autostima e il senso di Autoefficacia.

Senza mai dimenticare che l autostima non è una dimensione stabile ma dinamica, può essere influenzata dalle nostre esperienze e non si può riacquistare da un giorno all’altro, ritengo essere altresi utile tenere un diario per annotare i pensieri più irrazionali e quella voce critica che non ci permette di esprimere appieno il nostro potenziale. Altro  passo importante per uscire da una situazione di stallo, potrebbere essere fissare semplici obiettivi da raggiungere ogni giorno, piccole dosi di novità quotidiane per superare quei momenti di demotivazione in cui predominano disimpegno e disinteresse. 

 “L.arte da imparare in questa vita non è quella di essere invincibili e perfetti, ma quella di saper essere come si è, invincibilmente fragili e imperfetti” 

(A. D’Avenia)