Lasciar andare per vivere

Non tutti i mali vengono per nuocere

Lo stato di grave prostrazione e l’abbattimento che si vengono a creare, infatti, costringono gioco-forza l’individuo a confrontarsi con gli aspetti più oscuri, segreti e imprevedibili della sua personalità. Sprofondando fino negli abissi dell’anima, prima o poi giunge il momento in cui “si tocca il fondo”. Gli elementi che permettono di comprendere di aver “toccato il fondo” variano da persona a persona, ma in genere è la consapevolezza di aver calpestato se stessi, di essersi lasciati risucchiare da una condizione di degrado personale e psicologico, a far si che si senta percorso da un brivido raggelante. È questo un breve ma preziosissimo momento, in cui una flebile luce rischiara per qualche istante il buio in cui si è immersi. Sono attimi da prendere al volo, in cui si deve decidere rapidamente se distendersi su quel fondale attendendo la morte dell’anima o, viceversa, se trasformare quello stesso fondale in una piattaforma di lancio da cui ripartire ed emergere.

Soltanto chi avrà vissuto sulla propria pelle l’avventura spaventosa e affascinante di un viaggio nei sotterranei della propria anima potrà capire questo discorso, tutti gli altri dovranno accontentarsi di assistere increduli alle evoluzioni della psiche altrui.

A.Carotenuto – da “Il Fondamento della Personalità

A volte bisogna lasciare che le ‘cose’ vadano. Se si rinuncia al tentativo di controllarle, le cose spostandosi, si allontanano o restano con noi. Prova una volta a mollare il filo, lascia il palloncino. Se gli permetti di andare per il suo corso, scoppierà in volo o farà spazio al nuovo che arriva. Lasciare il palloncino diventerà un vero atto liberatorio, di rivoluzione. Lasciare andare le cose è un atto di potere, è lo spirito dei forti… che niente ha a che fare con la nostra esigenza di controllo. Cercare una risposta a tante cose della vita è in sè una forzatura, un’illusione della mente che, per stare pseudo tranquilla, ci impone di incastrare tutto al suo posto. Una strada infinita e soprattutto fallimentare poiché saranno poi le nostre emozioni ad uscire fuori dai binari, a sorprenderci, e alle volte a farci precipitare negli abissi. Scordati i dejavù. Prova a metterti in ascolto. A sentire. Senza cercare di incasellare e capire. Osservare, lasciarsi attraversare, scorrere insieme… semplicemente. Punto e altrove. Qual è il tuo Altrove?