Come gestire l’ansia ed il disturbo d’ansia generalizzata (DAG)

Cosa significa “ansia”

Ansia deriva dal latino anxus che significa “stretto”: l’ansia è una condizione psico-fisica caratterizzata da senso di costrizione, affanno e angoscia, che porta chi ne soffre a bloccarsi di fronte a determinati eventi e che provoca tensione, irrequietezza ed apprensione (generalmente è una reazione “esagerata” rispetto alla reale situazione).

Queste sensazioni sono spesso accompagnate da sintomi fisiologici come la sudorazione e la tachicardia. A differenza della paura, l’ansia non è collegata ad un episodio percepito come pericolo nell’immediato, ma emerge dall’anticipazione di eventi futuri e dalle loro presupposte conseguenze. L’ansia tuttavia non è di per sè un fenomeno anormale. Si tratta di un’emozione di base, che comporta uno stato di attivazione dell’organismo quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa. Non sempre è sinonimo di malattia. Ognuno di noi può sperimentarla in momenti particolari della vita, per esempio quando deve sostenere un esame, sottoporsi a una visita medica o a un colloquio di lavoro. In casi come questi, sentirsi ansiosi è perfettamente normale. Tuttavia, alcune persone hanno difficoltà a controllare le proprie preoccupazioni e quando l’ansia diventa eccessiva o persistente può portare a condizionare la routine quotidiana causando una compromissione del funzionamento della persona in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. A questo proposito, quindi, è importante stabilire i confini tra ansia normale/fisiologica e ansia patologica. L’ansia fisiologica è uno stato di tensione psicofisica che implica un’attivazione generalizzata di tutte le risorse dell’individuo, preparandolo ad affrontare in maniera adattiva una possibile situazione difficile; è diretta contro uno stimolo realmente esistente, complesso ed inusuale.

L’ansia è invece patologica quando disturba in maniera più o meno notevole il funzionamento psichico, determinando una limitazione delle capacità di adattamento del soggetto. E’ pertanto disfunzionale perché, essendo persistente e intensa, interferisce con la nostra vita quotidiana, e può essere associata a eventi neutri, che non sono oggettivamente pericolosi. Spesso porta all’attivazione di comportamenti di evitamento di situazioni ritenute potenzialmente rischiose o di controllo attraverso la messa in atto di rituali di vario tipo. L’ansia, così come la depressione, si configura come un disturbo molto comune e si stima che il 30% delle persone potrebbe soffrire di un disturbo d’ansia almeno una volta nella vita.

Classificazione dell’ansia

I principali disturbi d’ansia secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (quinta edizione DSM5), sono i seguenti:

  • disturbo d’ansia di separazione
  • mutismo selettivo
  • fobia specifica
  • disturbo d’ansia sociale (fobia sociale)
  • disturbo di panico
  • agorafobia
  • disturbo d’ansia generalizzata (DAG)

Mentre nelle fobie specifiche l’ansia o la paura si associano ad un oggetto o ad una particolare situazione (per esempio volare, ascensore, animali,ecc.), le persone con DAG si preoccupano per circostanze quotidiane come responsabilità lavorative, questioni economiche, salute dei familiari ecc. e non sempre riconoscono i motivi che causano disagio. Questa incertezza non fa altro che aumentare il loro malessere facendo credere che non ci sia soluzione. Le persone con DAG tendono a essere costantemente in allerta, a preoccuparsi eccessivamente per qualsiasi cosa e, nel tempo, ad avere una riduzione significativa della qualità di vita.

I sintomi

Possono variare da persona a persona e comprendono:

  • affaticamento
  • preoccupazione
  • problemi di concentrazione
  • disturbi del sonno
  • irrequietezza 
  • irritabilità
  • tensione muscolare
  • tremore
  • sudorazione
  • Spasmi alla gola
  • vertigini
  • aumento della frequenza cardiaca
  • Sintomi gastroenterici 
  • Cefalea tensiva

Il trattamento elettivo per la cura dei disturbi d’ansia è la psicoterapia che può essere associata ad un trattamento farmacologico. La psicoterapia mira a eliminare o ridurre i sintomi dell’ansia e a raggiungere un adeguato adattamento dell’individuo all’ambiente utilizzando tecniche comportamentali e tecniche di ristrutturazione cognitiva. L’ansia  a mio avviso funziona come campanello d’allarme per portare la persona a migliorare sé stessa e a riconsiderare cose che nella sua vita non la soddisfano più. Un percorso psicologico può pertanto essere un valido strumento per arrivare a raggiungere un equilibrio migliore.

La psicoterapia

Agisce sull’ansia in due modi:

  • a breve termine, il paziente impara ad affrontare il problema dell’evitamento e ad utilizzare tecniche per vivere meglio le emozioni, acquisendo più controllo nelle situazioni difficili, in modo da riconquistare tranquillità nello svolgimento di azioni quotidiane;
  • a medio e lungo termine, la psicoterapia dei disturbi d’ansia può agire eliminando la causa dell’ansia mettendo in condizione la persona di acquisire un livello di maggiore stabilità.

Questo perché la psicoterapia agisce sul funzionamento  della persona, aumentando la conoscenza di sé, la consapevolezza delle emozioni, rendendola più libera e forte. La comprensione profonda dei propri meccanismi interni, dei motivi e dei momenti della storia di vita che sono stati alla base dell’ansia è un risultato a lungo termine della psicoterapia che rappresenta un arricchimento a disposizione della persona per aumentare la qualità della sua vita.