Stress da pandemia, una condizione fisica e psicologica che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce “Pandemic Fatigue” e che si manifesta con forte stress emotivo, stanchezza fisica e psicologica, paura, perdita di motivazione e interessi, senso di insicurezza.
La pandemia ha toccato tutti e in un momento in cui ci viene chiesto di rinnovare attenzioni e cautele, con un’altalena di decreti che variano in continuazione, senza certezza sulla fine di tutto, lo stress può tornare ad acutizzarsi, più intenso di prima e la nostra anima può stancarsi. Si possono provare sensazioni di sfinimento e assenza di energia così forti da immobilizzarci.
La ripetizione di un’esperienza che genera spavento e incertezza può infatti risultare molto invalidante. Va a colpire nel profondo il proprio senso di continuità e la propria motivazione, ingredienti fondamentali per avere un Sè integrato e ben funzionante.
L’incertezza sul futuro, le limitazioni relazionali, la perdita della libertà personale, di un lavoro e, nei casi più complessi, dell’integrità fisica e psichica o magari di un proprio caro, comporta il rischio che il problema diventi parte del quotidiano, qualcosa con il quale ci si deve abituare a convivere: lo stress da pandemia può diventare cronico e la nostra anima può ammalarsi.
Per quanto l’anima sia un qualcosa di non visibile, sta a noi curarla come faremmo per il nostro corpo. Patologie come l’ansia e la depressione non fanno altro che indicare uno stato animico di malessere ed è essenziale prendere coscienza di sé per poter pensare di ‘uscire dal tunnel’
Ecco i 10 segnali che indicano un’anima stanca:
- Stato di sonnolenza costante durante il giorno
- Sensazione di dolore in varie parti del corpo con tensione nei muscoli, vertigini, dolori allo stomaco, mal di testa senza alcuna causa apparente
- Senso di disorientatamento e svuotamento
- Intensificazione degli stati emotivi con facile tendenza al pianto
- Episodi di ansia generalizzata
- Passività agli eventi e rifiuto delle norme
- I pensieri sono più cupi, arrabbiati ed è presente un notevole risentimento nei confronti di tutto e tutti
- Il corpo si indebolisce e qualsiasi movimento stanca
- Incertezza e insicurezza
- Rassegnazione
I sintomi appena descritti possono variare da persona a persona e possono essere più o meno intensi a seconda delle circostanze. In ogni caso, si tratta di stati d’animo che provocano l’insorgere di disturbi, di lieve o grande entità quali: tachicardia, insonnia, capogiri, crisi ipertensive, perdita dell appetito o, al contrario, aumento di peso, coliti ecc.
Come non sentirsi soli in questo difficile momento?
La sofferenza chiede di essere riconosciuta, accolta, incanalata. Se ignorata o soffocata, può provocare all’anima un malessere indicibile e terribilmente distruttivo perché le energie che dovrebbero emergere e creare nuova vita implodono facendoci vivere in uno stato depressivo o ansioso, bloccati sulle proprie paure.
Lo spazio di psicoterapia, che da sempre amo definire ‘laboratorio emozionale’ può rappresentare una risposta al dolore dell’anima. Aiuta a riconoscere i blocchi che ancora ci incatenano e consente di sciogliere gradualmente i nodi, dando ‘parola’ alle emozioni in un ambiente riservato e sicuro.
Concludo con una citazione di CG. Jung
“Ciò a cui opponi resistenza persiste.
Ciò che accetti può essere cambiato”




