Disagio giovanile

Scrivo oggi di “disagio giovanile” con l’obiettivo di lanciare alcuni spunti di riflessione che spero siano utili a tutti noi per guardare il mondo dell’adolescenza con interesse e imparare a riconoscere, tra i tanti segnali, quelli che meritano attenzione.Le virgolette sono d’obbligo, “disagio giovanile” è un’etichetta generica e può essere fonte di fraintendimenti perché essere giovani vuol dire essere fisiologicamente curiosi, impulsivi, emotivi, ribelli. Il periodo di transizione dallo stato di bambino a quello di giovane adulto prevede infatti una costante trasformazione e continue evoluzioni che si traducono in instabilità, volubilità, squilibri e per il genitore può risultare difficile cogliere i veri segnali ‘di pericolo’. È certo che difficilmente i ragazzi di oggi vivono la loro adolescenza in un mondo di fantasia e spensieratezza presentando spesso forme di malessere diffuse, più o meno evidenti, tanto da far parlare di disagio giovanile.Per i motivi di cui sopra, dare una definizione di questo concetto non è semplice: si ritiene che non si tratti di una malattia, nè soltanto di un problema sociale bensì di forme di inquietudine che esplodono nell’età adolescenziale, pur avendo spesso origine in quella infantile , e sono il frutto di numerose concause.Si parla così di disagio giovanile perchè le sue espressioni più eclatanti si hanno in adolescenza, ma spesso è già presente, anche se non riconosciuto, nell’infanzia.Le cause vanno ricercate in un ‘intoppo’ nella funzione educativa sia nell’età giovanile che in quella infantile e siccome questa funzione è affidata non solo alla famiglia ma anche ad altre agenzie educative, la responsabilità del disagio è da ricercarsi sia nella rete familiare o nella scuola sia nell’ambiente educativo nel suo complesso.È quindi fondamentale considerare l’adolescente parte integrante di un ecosistema relazionale che vede le principali agenzie di socializzazione – famiglia, scuola, comunità sociale e gruppo di pari età – quali fattori decisivi di benessere (o malessere) del soggetto.🆘Quali sono i segnali di disagio più frequenti ai quali dover fare attenzione? Le manifestazioni del disagio del ragazzo o della ragazza assumono aspetti molto variegati e possono essere rilevati attraverso una serie di segnali dei quali di seguito elenco alcuni dei più frequenti. Ci tengo a sottolineare che non si parla di diagnosi ma di stati di sofferenza, il cui senso e la cui rilevanza vanno valutati caso per caso:✅rabbia e aggressività (mi arrabbio con estrema facilità, perdo il controllo, odio tutti)✅isolamento e/o disagio rispetto al gruppo dei coetanei (non ho voglia di vedere nessuno, non me la sento di uscire di casa, non riesco a parlare con gli altri,, nessuno mi ascolta, non riesco a farmi degli amici)✅crisi di identità (chi sono? non mi riconosco più)✅problemi di rendimento scolastico (non mi importa niente della scuola, non riesco a dimostrare che sono capace, non sono intelligente, non ho voglia di studiare, non studio)✅disfunzioni alimentari (non ho fame, il cibo mi ripugna, oppure ho sempre fame, ci sono momenti in cui non riesco a smettere di mangiare, vomito quello che ho mangiato)✅disagio rispetto al proprio corpo (non mi piaccio, sono cambiato e non mi piace come sono adesso, gli altri sono tutti più belli o in forma)✅dubbi sulla propria identità sessuale (non so se mi piacciono le ragazze o i ragazzi, ho il timore di essere gay, ho il timore di essere lesbica)✅conflittualità con i genitori (non riescono a capirmi, mi trattano come se fossi un bambino, invadono i miei spazi, non li sopporto più, non ho rapporti con loro, ci discuto sempre)✅angosce, paure e ossessioni (ho paura di stare da solo, in certe situazioni mi blocco, ho paura di quello che gli altri pensano di me, ho dei pensieri che mi disturbano e che non riesco a controllare, mi lavo le mani in continuazione, accendo e spengo la luce senza motivo…)✅Fenomeni autodistruttivi/autolesionismo manifestato attraverso pensieri o veri e propri agiti (ho pensato di suicidarmi, penso di farmi del male, mi taglio, faccio cose pericolose, mi sballo spesso)✅somatizzazioni cioè malessere fisico per cui è stata verificata l’assenza di una causa organica (mi viene spesso mal di testa, mi va a fuoco lo stomaco, ho la pelle sempre irritata)✅insicurezza sentimentale (nessuno mi vuole, chi potrebbe amarmi così come sono)✅difficoltà a riconoscere con chiarezza i propri obiettivi di vita (non so in che direzione andare, non so cosa voglio, ho paura a far progetti)✅Ricorso a sport estremi e comportamenti abnormi (fughe da casa, sciatteria, aggressività con gli altri)✅ Scarso impegno verso la famiglia ed i familiari.✅ Diminuzione delle ore di sonno con minore capacità d’attenzione e concentrazione.✅Sensi di colpa o sentimenti d’indifferenza verso gli altri e verso i propri comportamenti. Per consulenza o sostegno nella complessa relazione genitori/figli e disagio adolescenziale, non esitate a contattarmi 🔹